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Bollo e targa sulla bici? Facciamo un po’ di chiarezza

Tutto nasce il 25 novembre, da un emendamento presentato in commissione Lavori Pubblici del Senato dal senatore PD Marco Filippi in merito alla Riforma sul Codice della Strada su biciclette e motoslitte.

La proposta di legge era decisamente “pericolosa”: targa e bollo per le biciclette!

Parole mai nominate chiaramente, ma facilmente intuibili: come interpretare il concetto di “idonea tariffa per i proprietari delle biciclette” se non BOLLO e “modalità di identificazione delle biciclette stesse”, se non TARGA?

Sul senatore si è abbattuta una vera tempesta di tweet a suon di #LaBiciNonSiTocca, al punto che l’emendamento verrà ritirato.

Oltre alla pressione mediatica tramite social, il dietrofront da parte del senatore è stato spinto anche dall’anticipazione del testo da parte dell’agenzia Public Policy e dalla spinta esercitata dall’Associazione #Salvaiciclisti Roma per contrastare, appunto, le proposte del senatore.

“Bollo sulle biciclette? Se così fosse straccerei l’emendamento io stesso in un nanosecondo. La verità è che l’emendamento è scritto male, per questo presenterò presto un testo 2 per chiarire meglio quali erano le intenzioni, ovvero una misura per il contrasto dei furti di biciclette”.

Filippi corregge un po’ il tiro e parla di “emendamento scritto male”, peccato che appena sono arrivate le prime critiche aveva negato questa possibilità.

Di certo il senatore non ha fatto una grande figura, soprattutto per come si è approcciato al dialogo con le tantissime persone che su Twitter hanno scritto al suo profilo personale.
Gasparri docet?

 

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